Un anno fa il test fu la prova generale del Mondiale. A partire da Haiti.

 L’Italia prima dell’inizio del Mondiale non è stata brillante. Ci avviciniamo alla gara d’esordio con l’Inghilterra con un’unica certezza, né troppo piccola, né troppo grande: loro non stanno meglio di noi. Per il resto, è bene aggrapparci al ricordo più vicino per acquisire un po’ d’ottimismo, piuttosto che direzionarci a esempi lontani nel tempo di pre-campionati incerti. Prima della Confederations di un anno fa, pareggiammo 2-2 con Haiti in una gara che generò una marea di dubbi. A partire da uno dei più attesi, El Shaarawy. Tanto che La Gazzetta dello Sport il 13 giugno vaticinò l’esclusione del milanista. Motivo: l’intesa con Balotelli non decolla. Prandelli è pertanto costretto a cercare altre soluzioni. Supermario esordisce come punta unica e determinante nella prima gara con il Messico, vinta 2-1. E il Faraone ritroverà il posto solo nell’ultima partita con l’Uruguay, con Balo fermo ai box, senza peraltro lasciare gran traccia di sé a eccezione della trasformazione del rigore nella lotteria finale.

Oggi viene da chiedersi se nel 4-3-2-1 disegnato dal Ct uno come El Shaarawy, costretto al riposo forzato nell’intera stagione, avrebbe potuto essere il giocatore adatto per non far soffrire di solitudine Balotelli (ammesso che sia questo il principale problema azzurro, visto come il reparto arretrato si è comportato anche nella gara con il Fluminense). Ma la vera domanda, da farsi prima del Mondiale e probabilmente ancor più a giochi fatti, è chiedersi che cosa sia successo in un anno nel corpo vivo della Nazionale. La lista degli scomparsi dall’orbita azzurra, infatti,  non è banale. Oltre al El Shaarawy, i bocciati di oggi che erano stati promossi ai tempi della Confederations non sono pochi: Marchetti, Maggio, Astori, Giaccherini, Diamanti, Gilardino, Giovinco e l’infortunato Montolivo. Chi sarà il primo a essere rimpianto non viene quotato nelle scommesse, eppure è questo uno dei giochi più appassionanti di ogni edizione del Mondiale.

 

 

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