La Coppa Italia interessa alla Juventus? Allegri dice di sì, il campo decisamente di no

“La Coppa Italia per la Juventus è un obiettivo importante perché è vent’anni che non la vinciamo e abbiamo il dovere di provarci. Domani scenderà in campo la formazione migliore”: così in conferenza stampa Allegri presentava la gara di andata di semifinale di Coppa Italia contro la Fiorentina. Alla sera Lazio e Napoli dimostravano di tenerci alla coppa giocando una partita vigorosa e intensa. La Fiorentina che, con il mister Montella aveva dichiarato pressapoco le stesse cose di Allegri, dicendo che il torneo era un traguardo importante per i viola, surclassava sul piano del gioco, dei gol e delle occasioni i bianconeri allo Juventus Stadium.

“Domani scenderà in campo la formazione migliore” e più avanti nella stessa conferenza Allegri aveva addirittura ipotizzato di fare turn over lunedì sera contro il Sassuolo per meglio concentrarsi sulla gara di Coppa Italia. La Juventus gioca con il 4 3 3, modulo sperimentato per ora solo in Coppa Italia contro avversari piuttosto modesti, come il Verona e il Parma (anche se con gli emiliani, già allo sbando, i bianconeri avevano faticato non poco, grazie ad un gol di Morata allo scadere per accedere alla semifinale).

Squadra sflilacciata, per niente a suo agio con il nuovo modulo, con Pepe in via di guarigione ma ben lontano da quello del primo anno di Conte, Coman avulso dal gioco (la sostituzione per Tevez era una somma della sua prestazione e del fallo subito da Kurtic) e Llorente che ha messo sì in rete l’unica palla gol ricevuta, con un bel colpo di testa su cross di Pepe, ma che anche lui, al di là del suo stato di forma (nelle ultime gare ha giocato sempre Morata) non si trova a suo agio con questo modulo.

Ma più ancora della disposizione tattica e dell’inevitabile turn over, la poca concentrazione su questa partita la si è vista nella svagatezza di certe giocate: nel fatto che uno dei peggiori in campo sia stato il giocatore che quest’anno a livello di rendimento non è mai sceso sotto la sufficienza, Claudio Marchisio, che la squadra è sembrata abulica e poco connessa con la gara.

Effettivamente il paragone con gli ultimi venti minuti di Roma-Juventus sono inquietanti e lì ci si giocava un pezzo di scudetto. Il Sassuolo dirà se è un momento critico per gli uomini di Allegri o se le sue dichiarazioni in conferenza stampa erano solo frasi di circostanza prima dell’ennesima sconfitta (da vent’anni) in Coppa Italia. Allegri è ora ad un bivio: campionato, Coppa Italia e Champions League. Prendere o lasciare?

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