Come Tevez, è a Maradona che si guarda

Lancio di Bertoni, stop di petto, palla in avanti e splendida coordinazione a impattare la sfera rimbalzante, bruciando sul tempo il portiere che si siede per terra, annichilito dalla rapidità d’esecuzione. La descrizione del gol capolavoro di Diego Armando Maradona che decide Fiorentina-Napoli nel 1984-85 è senza ombra di dubbio più altisonante delle parole che si possono spendere per Gonzalo Higuain, che ha approfittato di un buco di Tomovic per superare Neto. Del tutto innocente il portiere viola, mentre Giovanni Galli trent’anni fa iniziò a conoscere il potere del fuoriclasse argentino ma non imparò molto, visto che a tutti gli effetti si può considerare la prodezza del Pibe de Oro la prova generale dello scherzo che rifilerà all’estremo difensore della Nazionale tempo dopo, ai Mondiali in Messico.

Certamente è rilevante che nella domenica in cui Carlitos Tevez si regala un gol alla Maradona, Gonzalo Higuain – compagno di Argentina finalmente, dopo le incertezze di Sabella – decida di ispirarsi anch’egli al giocatore più venerato in patria. Senza contare che in quella Fiorentina di un tempo figurava un altro argentino che non lascia indifferenti nessuno: Daniel Passarella.

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