Genoa-Fiorentina e l’Adrian Mutu show

Genoa-Fiorentina di domenica 15 febbraio 2009 fu una gara drammatica per un dopopartita tempestoso, con un tifoso del Grifone investito dal pullman viola durante un assalto conclusosi in maniera drammatica. Un brutto epilogo per quelli che erano stati invece 96 minuti particolarmente emozionanti, con tanto di polemica battuta finale del patron Preziosi che individuò nelle scelte dell’arbitro Rizzoli le motivazioni principali della clamorosa mancata vittoria della sua squadra, passata dal 3-0 al 3-3: perché “Oggi abbiamo giocato in 10 contro 12”.

Non è difficile attualizzare quella sfida all’oggi. Innanzitutto perché sulla panchina dei liguri siede l’allenatore che al Genoa ha trovato la sua dimensione migliore, quel Gian Piero Gasperini che con la piazza ha un rapporto franco, diretto, non incline a mezze parole o affermazioni di circostanza e questa sincerità alla fine viene apprezzata, oltre che per i risultati finora conseguiti. La sfida con la Fiorentina sarà un test per le speranze europee, probabilmente più quelle piccole che per quelle enormi di un posto in Champions, visto che i padroni di casa sembrano oggettivamente in calo di rendimento e i toscani dovranno assorbire la cessione di Cuadrado. Per parare il colpo, ci vorrebbe un campione come Adrian Mutu, folle quanto basta per fare la differenza nelle giornate di buona. E quella volta lo fu, forse come non mai.

La storia della partita dice che in campo ci sono fior di giocatori, innanzitutto. E a dimostrazione che il tempo passa brutalmente nel corpo vivo delle squadre, il Genoa di oggi non ha neanche un effettivo dell’undici schierato sei anni fa, mentre la Fiorentina (guidata all’epoca da Cesare Prandelli) ha due superstiti: l’altalenante Vargas e il cinese di ritorno Gilardino (pure ex rossoblu). Per il resto, i protagonisti non possono che suscitare qualche rimpianto e magari anche qualche domanda: dove sarebbe il Genoa di oggi con Criscito, Thiago Motta e Milito? E ai viola non manca uno come Jovetic, oltre al triplettista già nominato? Quanto a Montolivo, oggi contestato dai supporters rossoneri al punto da chiedere ufficialmente la revoca della fascia di capitano, non sarà travolto dalla nostalgia per i tempi di Firenze?

Torniamo alla gara: non bastò al Genoa il tris targato Thiago Motta-Palladino-Milito su rigore che a inizio ripresa sembrava avere chiuso totalmente la partita. Perché Mutu segnò tre reti, l’ultima delle quali al quarto minuto di recupero. Un risultato ottenuto con uno sforzo offensivo raramente visto su un campo di calcio. Come altro definire un volume di gioco che portò la Fiorentina a ben 29 conclusioni all’indirizzo di Rubinho, metà delle quali prodotte da Mutu e Jovetic?

Un’ultima annotazione. Chi volesse celebrare il ricordo di quella sfida dalle mille emozioni pensando a un remake, sappia che puntando 10 semplici euro sul risultato finale di 3-3 ne ricaverebbe 600. Solo che Mutu non c’è, perciò le garanzie di riuscita sono molto poche.

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