I 5 della Serie A che servono a Sampaoli nella Copa America 2015

Il Cile padrone di casa, che anela alla sua prima Copa America della storia (e a sentire molti l’ambizione può sposarsi alla fattibilità) è la nazionale che nella manifestazione che prende il via proprio con Cile-Ecuador presenta il maggior numero di giocatori provenienti dalla Serie A. Sono ben 5 gli “italiani” a disposizione del Ct Sampaoli, uno che ha le idee molto chiare e che ai Mondiali di un anno fa non si è limitato a spaventare il Brasile agli ottavi di finale con la traversa colpita da Pinilla negli ultimi istanti dei tempi supplementari. La sua Roja è piaciuta per come ha saputo in tante circostanze muovere molti uomini in zona offensiva e ha lasciato intendere talvolta che avrebbe potuto anche raccogliere qualcosa in più se i suoi non avessero avuto nei piedi ciò che ha detto Riccardo Trevisan di Sky a proposito di un’occasione fallita da Isla nella pur vittoriosa partita con l’Australia: “sconta un difetto di fabbricazione”.

Come vi arriva la banda dei 5 “nostri” all’appuntamento dell’anno? Partiamo da Medel, che verrà schierato in difesa in una linea a 4. Nella costruzione del gioco richiestagli dall’Inter ha fatto quel che poteva e non è stato un granché, anche se nella prima parte della stagione qualche suo lancio aveva lasciato intendere che non di sola rottura era fatto il suo gioco. Anche se i marchi che uno si porta appresso non sono facilmente cancellabili e quelle ovazioni che gli ha regalato San Siro quando runa palla sono la carta d’identità che si porta appresso. Vidal è arrivato in Cile in ritardo aereo. Sembra così riproporsi il tema della sua affidabilità, stavolta di comportamento mentre in Brasile era il suo ginocchio a destare preoccupazioni. Se però la Copa gli regalasse un incremento di quella verve che lo ha portato al Bernabeu a fare da barriera (fantastico un suo recupero su Isco), le ambizioni sue e della squadra avrebbero una crescita considerevole.

Non dovrebbero partire titolari nella gara d’esordio, ma Pinilla, Pizarro e Mati Fernandez hanno tutte le credenziali per ritagliarsi lo spazio che meritano. Gli ultimi grandi acuti del bomber in forza all’Atalanta si sono visti a Cesena, quando è stato protagonista di una doppietta. Il suo gol in rovesciata è di quelli che collezionano utenti su youtube, anche perché non è un episodio isolato, visto come già con il Toro era stato capace d’inventare una bicicletta addirittura da un calcio di punizione in profondità. Uno con così tanta personalità è difficilmente accantonabile, soprattutto nei momenti difficili, quando c’è bisogno di un surplus di coraggio supportato dalla tecnica, definizione che bene descrive Pinilla.

Il metronomo viola Pizarro ha vissuto un finale di stagione contraddittorio, laddove il suo anno può senza dubbio definirsi positivo nonostante l’età avanzi (non manca moltissimo al compimento del trentaseiesimo anno d’età). David è sempre il solito punto di riferimento in mezzo al campo. Ma quello visto a Palermo alla penultima giornata, in una gara decisiva per i viola, è sembrato troppo stanco o distratto, con riflessi così lenti da avere bisogno di ricaricare le pile. Chissà se c’è riuscito in patria.

Quanto a Mati Fernandez, la Copa America dirà se è giunto il momento per il definitivo salto di qualità. Al suo terzo anno nella Fiorentina ha saputo una volta di più offrire un contributo di quantità e generosità insoliti in giocatori come lui dalle spiccate doti offensive. Ma permane il rischio di rimanere sempre a metà del guado, vuoi per mancanza di continuità, vuoi per incisività troppo debole (si veda il gol fallito a Siviglia sullo 0-0, un errore imperdonabile). In ogni caso, è una risorsa vera a disposizione di Sampaoli, a maggior ragione come cambio in corso d’opera per regalare energia e idee.

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