Quanto stanno cambiando i reparti offensivi per modalità, tipologia dei gol e autori? Identikit delle grandi squadre europee

Durante la pausa relativa ai vari impegni delle nazionali, un po’ ovunque si iniziano a stilare i primi bilanci relativi alla stagione in corso. Guardando all’Europa e ai suoi principali campionati, per quanto riguarda l’ottenimento dei risultati non è neanche un po’ troppo presto per registrare verdetti che sembrano già definiti. Si fa fatica a pensare che Psg o Bayern non vinceranno piuttosto facilmente i propri tornei, perpetuando un dominio che sembra avere ormai caratteristiche epocali, anche per la difficoltà che fanno le concorrenti a scremare un avversario di valore che possa proporsi come alternativa di (almeno) media durata. E anche il Chelsea di Mourinho ha già abdicato da campione d’Inghilterra, impossibile a questo punto aspettarsi un bis, semmai il resto dell’anno sarà una scommessa sulla permanenza dell’allenatore alla guida dei londinesi, la possibilità di tornare quanto meno vicino alle posizioni di vertice e – cosa più importante – quanta strada verrà fatta in Champions League. Per il resto, l’incertezza regna sovrana e conviene oggi soffermarsi su aspetti d’identità dei top club. Quanto stanno cambiando i loro attacchi (che sono poi la principale fonte di divertimento in ogni luogo) per modalità, tipologia dei gol e autori? Tra permanenze e novità, ecco un quadro che – tra le righe – può anche costituire una prima valutazione di chi sul fronte offensivo ha operato in sede di mercato.

Barcellona

Come riesco a ovviare all’assenza di Messi valorizzando ancora di più i suoi partner. Non solo Suarez e Neymar hanno messo a segno tutte le reti per i catalani da quando la Pulce è ferma ai box. La sensazione che la loro intesa funzioni perfettamente e che non ci sia ombra di egoismo è supportata dai numeri. Meno profondità, più presenza in area di rigore, cattiveria e potenza per l’uruguaiano, imprevedibilità, estetica e concretezza per il brasiliano. Nessuno è come loro, individualmente e per assortimento.

Real Madrid

Cambiano gli allenatori, ma la gestione Ancelotti e quella di Benitez non cambia la costruzione del gol. Rifinitura decisiva in area di rigore e colpi di testa: succedeva l’anno scorso, si ripete quest’anno. A mutare decisamente – e chissà se è un fattore momentaneo o una mutazione genetica – è chi fornisce gli assist. James Rodriguez non è più lui e Cristiano Ronaldo non eccelle più in altruismo produttivo. A sostituirli Isco e Luiz Vazquez: meno classe ma efficacia in buona misura.

Atletico Madrid

Sono totalmente scomparsi i gol di testa. Griezmann si conferma il goleador principe, ma sul gioco aereo non sta ripetendo quando di buono aveva combinato nella scorsa stagione. Paradossalmente, in questa voce Mandzukic manca più agli spagnoli di quanto stia effettivamente servendo alla Juventus, dove non ha colpito più dopo la stoccata imperiosa dell’esordio in Supercoppa contro la Lazio. Altro “vuoto” per la squadra d Simeone è il piede fatato di Koke, sprattutt per disegnare punizioni e corner abilmente sfruttate negli ultimi anni.

Bayern Monaco

Squadra talmente superiore da segnare non poche volte riuscendo a colpire a porta vuota pur trovandosi di fronte difese schierate. La novità 2015-16 sono i gol da situazioni sporche, tap-in feroci da respinte dei malcapitati avversari. Merito soprattutto di Lewandowski, quanto mai cannibale (per tacere dei suoi exploit di cinquine in tempi record). Il polacco – come l’anno scorso – gareggia con il compagno Muller nella corsa al titolo di capocannoniere. Semplicemente devastante è il neoacquisto Douglas Costa. Sembra possedere un passo insostenibile accompagnato da una qualità nell’ultimo passaggio su livelli raffinatissimi.

Psg

Addio profondità. Il Psg 2014-15 segnava soprattutto con verticalizzazioni nate fuori area e un asse molto preciso: Pastore e Verratti nel ruolo di ispiratori, Cavani e Ibrahimovic a finalizzare passaggi che erano chiari inviti a nozze. La stagione 2015-16 presenta in Ligue 1 un copione di assoluto dominio nella classifica (è già a +10 a un quarto del campionato) e i gol arrivano con soluzioni maturate in area di rigore, un’autorevolezza maggiore di Ibra in questo spazio e colpi di testa di autori vari (c’è pure Lucas Moura nella lista dei bomber). Bene Di Maria come inventore di gioco, ma può fare persino di più.

Chelsea

Diego Costa 20 gol, tutti in Premier. Hazard a ruota, staccato di 3 lunghezze e più vario nei bersagli colpiti. Il Chelsea campione 2014-15 è scomparso. In area di rigore non ha più peso, neanche una rete è stata prodotta laddove precedentemente si costruivano le fortune. Adesso, ci si affida quasi interamente a un’unica risorsa: i calci di punizione di Willian. Miglior specialista in Europa, ha già colpito 3 volte in Champions League e 2 in campionato. Non può bastare in una competizione a lungo termine, mentre può essere sufficiente nelle gare dentro o fuori.

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