Dieci indimenticabili momenti in Bundesliga di un anno tutto Bayern

Bayern, Bayern, Bayern, sempre Bayern. La Bundesliga ha qualche altra possibilità d’espressione che non sia la prossima avversaria della Juventus agli ottavi di Champions League? E restando al loro ambito, cosa vale la pena fissare nella memoria in questo 2015, con la consapevolezza che tanto anche il 2016 altro non sarà che Bayern, Bayern, Bayern e sempre di più Bayern? Proviamo il gioco della Top ten.

1) La burla

Dal Qatar Robben comunica un evento non proprio banale: “Volevo recuperare il pallone finito in un laghetto e un coccodrillo mi ha morso alla mano sinistra”. Poi, arriva la smentita: “Vi ho fatto uno scherzo”. In realtà, pare che l’animale gli abbia chiesto l’autografo. O che Robben si sia messo a piangere, dopo averlo mangiato, in una singolare inversione delle parti.

2) L’automobile

Si rientra a gennaio dalla lunga sosta e il Wolfsburg batte il Bayern 4-1. Tutto vero, compresa la perfetta spartizione dei marcatori: 2 gol di Dost e altrettanti di De Bruyne. Siccome poi la squadra targata Volkswagen toglierà anche la Supercoppa a Guardiola, è bene non chiedere al mago spagnolo quale auto guidi. O quale sia quella dell’anno. O forse no, quello non va chiesto ai taroccatori delle emissioni che hanno inquinato Wolfsburg, Monaco, la Germania e il resto del mondo.

3) Il Guardiolismo

Da anni ci si interroga sulla formula che ha consentito a Pep Guardiola di cambiare il calcio. Il Tiki-taka, altrimenti etto Tiki-taken alla tedesca. E tutto ciò che sta dentro una filosofia che non è solo tenere il pallone tra i piedi. Ma rassegniamoci, non ci sono numeri che possano darci una chiave interpretativa che valga per sempre. La riprova si ha dopo un tranquillo successo del Bayern a Stoccarda. Possesso degli ospiti: 69%. E dichiarazione di Guardiola: “Non mi dispiacerebbe se i ragazzi corressero un po’ di meno e tenessero la palla tra i piedi per più tempo”. E se il segreto fosse proprio l’incontentabilità?

4) Il modello tedesco

Stadi pieni, passione genuina, gioco spumeggiante, eccetera eccetera. Ogni volta che si confrontano Serie A e Bundesliga loro sono tutto questo, noi il contrario. Con in più il divertimento di partite come Bayer Leverkusen-Wolfsburg, il cui andamento da noi non si vede praticamente mai: 0-1; 0-2; 0-3; 1-3; 2-3; 2-4; 3-4; 4-4; 4-5.

5) Aubameyang-Reus? No, Batman e Robin

Si travestono così i due bomber del Borussia Dortmund nel secco 3-0 sullo Schalke. Lo fanno in campo, al momento di un gol e sembra quasi che indossare le maschere sia molto più difficile rispetto all’impresa di mettere il palone alle spalle del portiere. Il che, forse, ricorda che non si nasce supereroi così, d’istinto.

6) Jedinak, il profeta

Ricordatevi questo nome. E’ il giocatore australiano che in amichevole con la Germania segna il momentaneo 1-2, spaventando non poco i campioni del mondo. Se andranno male all’Europeo magari ci verrà in mente. E diremo: si era già capito che erano finiti.

7) Tu quoque, Beck?

Era uno dei terzini più promettenti del calcio tedesco. Lo voleva la Juve, che però ebbe il merito di osservarlo in una gara con il Bayern dove si prese una bambola terrificante (roba di un quinquennio fa). E per onorare quel giorno “glorioso”, Beck infila la sua porta all’ultimissimo minuto proprio in Hoffenheim-Bayern, su un cross dove lui è tutto solo, talmente solo da farsi paura da solo.

8) Il rigore lo tiro io

Semifinale di Coppa di Germania. Il Bayern va fuori, eliminato dal Borussia Dortmund ai calci di rigore. Che non sono proprio la lotteria di cui si favoleggia sempre perché un biglietto buono prima o poi si trova, invece in questo caso è tutto sbagliato. Calciano male, se non malissimo, Lahm, Xabi Alonso, Gotze e Neuer. Il quinto non serve più ma tanto lo avrebbe sbagliato pure lui, giusto per amore della perfezione.

9) La cinquina

Già 5 reti sono tanta roba. Ma se poi, come riesce a Lewandowski contro il Wolfsburg, le fai in 9 minuti, allora non bastano le parole. Già, le parole. Le immaginate quelle dello spogliatoio ospite, che all’intervallo si dicono che stanno vincendo 0-1 all’Allianz Arena e che in fondo non c’è nulla di strano perché il Bayern un po’ ci patisce, ha già perso due volte con noi nell’anno di grazia 2015, vuoi vedere che ci riesce la terza? Pare che nell’incitamento collettivo di questi momenti rituali si sia sentito un “Occhio a Lewandowski” e uno abbia risposto “Lewa chi?”. Ma è certamente una leggenda metropolitana, la Bundesliga è una cosa seria, non è mica la direzione del Pd.

10) Sfidare se stessi

Visto che l’esito non è in discussione, facciamo i conti al Bayern che nel 2016 vincerà di nuovo la Bundesliga. Riuscirà a battere la sua versione dell’anno precedente (sempre ammesso che gli interessi davvero?). I numeri dicono questo, al termine del girone d’andata e pensando a un ruolino di marcia simile nel ritorno: la banda Guardiola può fare più punti, infliggere un distacco superiore alla diretta concorrente (Wolfsburg ieri, Borussia Dortmund oggi), segnare più gol e subirne di meno. Oppure si riposerà comodo, sull’ennesimo titolo, e darà questa responsabilità ad Ancelotti prossimo venturo.

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