Alla scoperta del calcio in Azerbaigian: tra cenni storici, club e calciatori

Quello che non sappiamo dell’Azerbaijan, Nazionale che è stata allenata anche da storici calciatori del passato. Dai club, passando per i calciatori, il calcio azero sta trovando lentamente la quadratura del cerchio. Ricco di petrolio con la passione per i motori e il calcio. L’Azerbaijan è quello Stato europeo che, fino a poco tempo fa, era famoso solo per la sua vicinanza alla Turchia. Poi, col passare degli anni, con l’economia che ha fatto registrare miglioramenti, le cose sono cambiate. Prima il Gran Premio di Formula 1 voluto fortemente da Bernie Ecclestone, poi le vittorie importanti dei club nel campo calcistico e infine la Nazionale, impegnata nelle varie qualificazioni per i tornei continentali.

BAKU E AGDAM, LE CITTA’ “CALCISTICHE” PIU’ FAMOSE

In un Paese nel quale il sollevamento pesi è lo sport più seguito, il calcio si ritaglia comunque una fetta di spazio importante, anche se superato addirittura dalla lotta e dagli scacchi, altre discipline particolarmente amate dai cittadini azeri. Però, grazie a un campionato reso ultimamente più avvincente, la cosiddetta “sfera di cuoio” sta iniziando a fare breccia nel cuore dei giovanissimi, ammaliati dalle gesta dei tanto campioni che militano nei tornei europei più importanti. Così, si scopre che la Premyer Liqası, l’equivalente della Serie A italiana, composta da 10 squadre, può contare su due compagini in grado di fare la differenza. Il Neftçi Baku e il Qarabağ, infatti, rappresentano il fiore all’occhiello del calcio appartenente alla zona caucasica. La squadra della Capitale, che detiene il record di campionati vinti (8), negli ultimi anni ha iniziato a vedersela con il Qarabağ detentrice dell’ultimo campionato e compagine che nella scorsa edizione dell’Europa League affrontò l’Inter. Anche i bianconeri della Capitale sono legati alla storia nerazzurra per due precedenti sempre registrati nella vecchia Coppa Uefa. Nel 2012/13, infatti, furono la prima realtà dell’Azerbaijan a staccare il pass per una fase finale di una competizione europea. In quel raggruppamento, guarda caso, era stata inserita la stessa Inter allenata da Andrea Stramaccioni.

LE STELLE DEL CALCIO AZERO LEGATE DAL FATTORE DIFESA

Sono pochi i calciatori azeri che hanno sfondato nel calcio che conta. I problemi degli anni ’90 hanno simboleggiato una montagna dura da scalare per tutti, ma non per Aslan Səməd oğlu Kərimov e Rəşad Fərhad oğlu Sadıqov. Dai nomi impronunciabili, i due calciatori rappresentano il calcio dell’ Azerbaijan in tutto e per tutto. Quando un bambino sogna di emulare le gesta di calciatori molto forti, pensa immediatamente ai due citati poc’anzi. Kərimov, ormai ritirato, fino a poco tempo fa era il recordman di presenze in Nazionale, grazie alle sue 75 apparizioni che, spesse volte, l’hanno visto protagonista davanti la difesa, a protezione del pacchetto arretrato. Sadıqov, invece, 33 anni, oltre ad essere il primo calciatore azero a inanellare la bellezza di 95 partite con la maglia della propria Nazionale (condite da 4 reti), è uno dei perni della retroguardia del Qarabağ. Il record di gol, invece, appartiene a Gurban Gurbanov con 12 reti in 65 incontri, attuale allenatore della compagine nella quale milita Sadıqov.

DICI AZERBAJAN: PENSI A DEL PIERO, INZAGHI E VIERI

La storia degli attaccanti italiani, come Alessandro Del Piero, Filippo Inzaghi e Bobo Vieri ha fatto rima con la Nazionale azera. Il primo confronto, giocato il 7 settembre del 2002, fu vinto dagli azzurri per 2-0 grazie a un autogol e alla gemma di Del Piero. Poi, nella gara di ritorno, che di fatto diede la qualificazioni a Euro 2004, i ragazzi allenati da Giovanni Trapattoni sconfissero gli avversari con un netto e rotondo 4-0 con le marcature di Vieri, Inzaghi (2) e Di Vaio. Nell’ultimo precedente, disputato lo scorso mese di settembre, l’Italia vinse 2-1. Di Chiellini le reti della gara: due per gli azzurri, uno per gli azeri.

DA VOGTS A PROSINECKI, QUANDO IL “MANICO” NON CONTA

L’Azerbaijan è una delle poche Nazionali di calcio a non essersi mai qualificata per una fase finale di un torneo internazionale. Che sia il Mondiale, l’Europeo o la Confederation Cup, il calcio azero non ha mai gioito al 100%. Eppure ne sono passati di bravi allenatori dalle parti di Baku. Come dimenticare il “buon” Berti Vogts, ex calciatore tedesco con un glorioso passato che non è riuscito a dare quel qualcosina in più all’Azerbaijan. Dalla Germania alla Croazia, da Vogts a Prosinečki, attuale Commissario Tecnico che non riuscirà nell’impresa di spedire la Nazionale azera a Euro 2016. Insomma, sembra proprio che il CT, almeno in Azerbaijan, non conti. Chissà se, per gli Europei del 2020, torneo che si disputerà in 13 città europee, tra cui Baku, gli azeri riusciranno a farcela.

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