Cinque grandi calciatori per fare Roberto Baggio
Cinque grandi calciatori per fare Roberto Baggio è stato modificato: 2016-10-28 di Luca Fiorino

Abbiamo provato a ricostruire Roberto Baggio attraverso le caratteristiche degli attuali interpreti del calcio mondiale

“Baggio è un asso rococò: mette il dribbling anche nel caffellatte”. Così lo definì a suo tempo Gianni Brera,  indimenticato maestro del giornalismo sportivo italiano. Questa premessa serve per sottolineare quanto sia difficile descrivere il “Divin Codino” anche attraverso i  top players mondiali di oggi. Un calciatore unico nel suo genere, a detta di molti (e come negarlo) il miglior calciatore italiano degli ultimi vent’anni. Fantasia, classe, dribbling e senso del gol. Questo e molto altro ancora non bastano per rappresentare un’icona del calcio italiano, di colui che ad Usa ’94 si prese sulle spalle una squadra sino all’amara finale persa contro il Brasile di Romario e Bebeto.

Francesco Totti: Fantasia e genio

Inventiva, estro e fantasia a disposizione della squadra. Come il “Pupone” anche Roberto Baggio illuminava i proprio compagni ed accendeva la passione del pubblico sugli spalti e da casa con colpi straordinari ed assist geniali. Prima che ricevesse il pallone gli era già chiaro nella mente cosa dovesse fare, prima di qualsiasi altro. Un altro aspetto che lo contraddistingueva e lo avvicinava molto al capitano della Roma riguarda l’abilità ad età avanzata (passateci il termine) di giocare per la squadra da fermo con i cosiddetti occhi dietro la testa, tipica dei campionissimi.

Arjen Robben: Fragilità del campione

Sono tanti gli infortuni che hanno condizionato la carriera del “Divin Codino” e che forse ne hanno compromesso una consacrazione a livelli assoluti. Oggi parliamo di miglior calciatore italiano degli ultimi 20 anni, magari sarebbe stato il migliore di tutti i tempi. Così come Roby anche Arjen Robben si porta dietro questa nomea. Se la seconda punta di Caldogno ha spesso avuto problemi con le ginocchia, l’olandese ha dovuto spesso combattere con fastidi muscolari.

Neymar da Silva Santos Junior: Ricerca della giocata

A volte, soprattutto ad inizio carriera, l’ex capitano del Brescia andava un po’ troppo spesso alla ricerca esasperata della giocata ad effetto, quella per cui la gente paga il biglietto, si alza in piedi e ti applaude attonita. Una meraviglia per gli occhi, un classe purtroppo ad oggi totalmente assente nel panorama italiano e anche internazionale. Ecco il perché di questo parallelo con Neymar, seppur le giocate del brasiliano siano diverse, più da giocoliere ma meno concrete del “Divin Codino”.

Eden Hazard: Dribbling stretto e tiro a giro

Un’abilità naturale nel dribbling soprattutto quello nello stretto. Oggi ne è un maestro il fantasista del Chelsea, in passato lo fu Roberto Baggio con meno forza muscolare ma più eleganza nei movimenti. Un’altra qualità che li contraddistingue riguarda la ricerca del tiro a giro sul secondo palo partendo larghi da sinistra. Il cosiddetto tiro alla Del Piero per intenderci.

Lionel Messi: Leader principalmente coi piedi

Entrambi con qualità calcistiche e tecniche fuori dal comune, possiamo accomunarli per l’incapacità di essere dei veri e propri leader in mezzo al campo. Introversi e miti fuori dal rettangolo di gioco, sono stati accusati a più riprese dalla stampa di non essere dei trascinatori per i compagni di squadra. Non saranno bravi con le parole ma coi piedi parleranno sempre una lingua diversa rispetto noi umani. Autentici extraterrestri.

E’ difficile infine intravedere invece in qualcuno diverso da Alessandro Del Piero qualcuno che più gli somigli per classe e movimenti palla al piede. Michel Platini disse di lui che fosse un “nove e mezzo”: metà attaccante e metà rifinitore. Non potremmo essere più d’accordo. Come scritto inizialmente l’impresa era difficile perché Roberto Baggio è unico ed inimitabile. Carattere controverso e particolare, in passato è stato spesso soggetto a critiche ed esclusioni eccellenti che hanno diviso e fatto discutere una nazione intera. Roberto Baggio manca al calcio italiano e non solo perché come canta Cesare Cremonini, da quando non gioca più, non è più domenica.

Luca Fiorino

About Luca Fiorino

Amo raccontare storie di calcio e scovare talenti in giro per il mondo. Scrivere non è importante, è l'unica cosa che conta.

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