Zinedine Zidane, classe e colpi di testa
Zinedine Zidane, classe e colpi di testa è stato modificato: 2016-06-23 di Mauro Pioli

Il suo nome è stato accostato a quello della panchina bianconera: non è vero nulla però la sola idea ci porta a ripensare a cosa è stato Zidane nel nostro calcio

Zinedine Zidane è stato più volte accostato alla Juventus come possibile allenatore. Diciamo subito che per quanto suggestiva l’ipotesi è solo fantasiosa, inventata e, insomma, tipicamente, italiana. Zidane resta e resterà un grande ex bianconero però questa non notizia finita più volte su alcuni giornali ci permette di capire cosa era il calcio italiano e la Juventus solo quindici anni fa. Era il campionato e, con esso la sua squadra più rappresentativa (e quindi più odiata), ad avere un giocatore quale oggi sarebbe Cristiano Ronaldo e Leo  Messi. E  quando Moggi nell’estate del 2001 decise di venderlo per una cifra astronomica al Real Madrid in pochi avevamo capito che il calcio italiano era ormai al crepuscolo.

Ci fu ancora la prima finale tutta italiana in Champions League, quella fra Juventus e Milan (anche se nel frattempo, proprio l’anno prima, Zidane, si vinse con il Real la sua prima e unica  Champions League), però grandi campioni dall’estero dopo ne arrivarono pochi, forse solo Ibrahimovic, e quando arrivarono erano comunque scarti di altri campionati (anche di lusso, addirittura meglio delle loro contropartite, basti pensare allo scambio Eto’ Ibrahimovic fra Barcellona e Inter, ma comunque pur sempre giocatori che venivano ceduti volentieri dalle squadre straniere).

Insomma Zinedine Zidane, detto Zizou è stato uno dei giocatori più forti e di classe della storia del calcio. Con la Juventus non ha vinto abbastanza per non meritare la stoccata dell’Avvocato Agnelli che di lui disse “più bello che utile”, ma Zizou ha davvero rappresentato la perfetta simbiosi fra l’estetica e il calcio. Ma Zinedine Zidane, Pallone d’Oro 1998 era molto di più: è stato il francese di origine magrebina che ha portato una Francia sempre più xenofoba alla conquista del mondiale, è stato il giocatore che in un’altra finale mondiale, nella sua ultima partita della carriera, non ha resistito alla “tentazione” di dare una testata a chi aveva insultato sua madre. Colpa delle origini in un quartiere difficile? Forse no, semplicemente il modo più originale per dare l’addio al calcio. Vogliamo vederla così, l’ultima gara del giocatore che in campo per anni ha solo e sempre fatto giocate originali.

Mauro Pioli

About Mauro Pioli

Non so come sarebbe la mia vita senza il calcio. L'età avanza, lo pratico meno ma ne scrivo di più.

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