Guardiola: allievo di Mazzone e maestro di Messi
Guardiola: allievo di Mazzone e maestro di Messi è stato modificato: 2015-12-16 di Enrico Vincenti

Le confessioni di Pep Guardiola dal tecnico nostrano Carletto Mazzone alla Pulce pluri-Pallone d’Oro Lionel Messi

Riscopriamo cinque frasi famose di Pep Guardiola l’allenatore che, alla guida del Bayern Monaco, è il candidato numero uno per la vittoria in questa edizione. Con il Barcellona Guardiola la vinse in due edizioni ma ad anni alterni, nel 2009 e nel 2011.

“Vorrei fare una dedica per questa vittoria al calcio italiano e al mio maestro Mazzone: sono orgoglioso di averlo avuto come tecnico”. Dedica non da poco per chi ha appena vinto una Champions League (quella vinta a Roma contro il Manchester United il 27 maggio del 2009). Con Carletto Mazzone, Guardiola ha giocato nel Brescia per due anni, fra il 2001 e il 2003 inframezzato da un anno nella capitale con la maglia giallorossa. La sua stima e legame per Mazzone sono stati tali da invitarlo proprio per la finale di Champions di Roma e da portarlo, appunto, a dedicargli la vittoria estendendola ovviamente all’intero calcio italiano. Ricordiamoci che quelli sono anni in cui il calcio nostrano è in auge, Guardiola a Brescia gioca con un certo Roberto Baggio. La Serie A è considerata tra i campionati più difficili al mondo e tatticamente tra i più preparati. Forse è qui che Guardiola ha fatto i primi passi per diventare un allenatore, sebbene il suo gioco inventato nel Barcellona ed ora, con le inevitabili modifiche applicate al Bayern Monaco, poco hanno a che vedere con il calcio italiano giocato in quegli anni.

Pochi mesi prima della finale di Roma, il 1 febbraio del 2009, durante una conferenza stampa post Barcellona-Santander, a chi gli insinuava che Messi non fosse un giocatore completo perché non bravo nel colpo di testa, Guardiola risponde: “Tranquilli, vedrete che un giorno Messi metterà un gol di testa e sarà un gol storico”. Ricordate la finale di Roma? Il gol del 2-0, quello che chiude la gara? Su un cross perfetto di Xavi, Messi salta più in alto che può e con una splendida torsione in sospensione mette la palla in rete di testa. Gol più importante, anzi storico, di Messi fino a quel punto della sua carriera.

“Non abbiamo un centravanti, perché il nostro centravanti è lo spazio”: questa la frase che meglio racchiude la filosofia di gioco del Barcellona di Guardiola. Il falso nueve non è che uno dei suoi elementi più evidenti, ma non il solo importante. In avanti i tre attaccanti del tridente si scambiano posizione con grande velocità, attaccando gli spazi, venendo incontro al pallone, dando profondità, avvicinandosi per triangolazioni strette e soprattutto senza mai dare punti di riferimento alla difesa avversaria. Ecco perché Ibrahimovic con Guardiola non ha mai avuto un gran rapporto nel suo unico anno al Barcellona.

E infine: “Se dovessi tornare a lavorare in Italia sarà per allenare il Brescia. E lo farò gratis” e “Mi sento più bresciano che romano perché ci sono più cose che mi legano ai miei due anni al Brescia”: due frasi che testimoniano, per chiudere il cerchio, l’amore per il nostro paese e per una squadra che lo ha adottato in Italia: ti aspettiamo Pep.

Enrico Vincenti

About Enrico Vincenti

Giornalista di JTV dal 2006. Appassionato di cinema e calcio, ha deciso di scegliere questa seconda passione per farne anche un lavoro…

Commentando accetti la nostra Privacy policy

Rispondi

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.