La numero sette di Raul allo Schalke
La numero sette di Raul allo Schalke è stato modificato: 2014-10-24 di Luca Momblano

La numero sette, quella della grande stella iberica Raul Gonzales Blanco, è per sempre. Anche e soprattutto nell’immaginario collettivo.

Ed è prima tra ogni cosa quella blanca del Real Madrid (741 partite ufficiali, qualcosa come 323 reti senza essere un centravanti), poi quella delle Furie Rosse (che beffa del destino diventeranno la nazionale del decennio quando Raul è ormai negli ultimi anni di carriera) e infine quella dello Schalke 04, che con Felix Magath in panchina riesce nell’impresa di far ancora giocare in Europa ad altissimi livelli l’attaccante madrileno con una maglia diversa da quella della sua squadra di sempre.

Ed è qui che serve fermarsi:  proprio grazie ai due anni di Gelsenkirchen Raul ritrova una casacca da titolarissimo e perfeziona il proprio record assoluto (tuttora imbattuto) di miglior marcatore nella storia delle competizioni europee. Un campionissimo che è stato capace di lasciare il segno quando nessuno se lo attendeva più: in Germania fa tempo tra il 2011 e il 2012 a collezionare, sempre con quella “sette” sulle spalle, 98 gettoni di presenza impreziositi da ben 40 gol. Per l’appunto 9 di questi si materializzano in Champions League (epiche le sue firme nel doppio confronto contro l’Inter nell’edizione 2010/2011 che valgono allo Schalke il passaggio alle semifinali). Diventa quindi anche tra i freddissimi tedeschi un idolo assoluto, un modello, la stella che ogni tifoso sognerebbe: per questo il club, a furor di popolo, decide di ritirare a tempo indeterminato la maglia numero 7. Un riconoscimento al valore e all’uomo che Raul si è conquistato in meno di 24 mesi.

Ed è così che quella maglietta resta oggi un oggetto di culto. Chi ne possiede una, tra quelle realmente utilizzate sul campo in Germania, possiede un gioiello, cioè oltretutto un esemplare su meno di cento. Anche perché oggi quel numero e quella maglietta sono tornati: se l’è presa Max Meier, nuovo astro emergente del calcio tedesco, uno che merita di provare a onorare lo straordinario percorso di Raul. Perché nel calcio sognare è alla base di tutto e, a fronte di queste storie, è anche dannatamente lecito…

Luca Momblano

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La lettura più bella è sempre la prossima. Vale anche per lo sport. Sono quasi 40 anni che lo ripeto.

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