Marco Van Basten, il Cigno di Utrecht – Pallone d’Oro 1988/89/92
Marco Van Basten, il Cigno di Utrecht – Pallone d’Oro 1988/89/92 è stato modificato: 2015-12-20 di sportreview

Erede di Cruijff, Marco Van Basten ha scritto pagine indelebili della storia del calcio, entrando nell’Olimpo dei campioni più venerati di sempre

Il dato incredibile della carriera di Marco Van Basten non è soltanto nella circostanza proprio solo dei fuoriclasse assoluti di aver vinto per ben tre volte il Pallone d’Oro. L’eccezionalità dell’attaccante olandese risiede soprattutto nella considerazione che, se la sua attività agonistica non si fosse interrotta a soli ventinove anni, l’olandese avrebbe potuto raccogliere ancora di più, toccando così vette inarrivabili.  Senza i noti problemi di cartilagine che lo hanno obbligato allo stop definitivo nel 1993, il cigno di Utrecht, così è stato soprannominato, avrebbe regalato ancora dimostrazioni di talento inarrivabile.

1988, 1989, 1992, sono questi gli anni di prestazioni straordinarie, che hanno convinto la giuria di France Football, ad assegnargli il trofeo di miglior giocatore d’Europa.

L’erede di Johan Cruijff, l’uomo che lo ha sostituito con la maglia dell’Ajax e della nazionale degli orange, per poi guadagnare fama anche in Italia, ha eguagliato il suo maestro evidenziando un tocco di palla che mai prima di lui un attaccante aveva mostrato nel tipico bagaglio tecnico richiesto al suo ruolo.

Il primo pallone d’oro Marco Van Basten lo vince da milanista. L’esperienza italiana prende inizio con il campionato 1987/88, una stagione controversa dopo i successi maturati in patria. In rossonero Van Basten conosce infatti  la gioia dello scudetto ma anche lunghi mesi di stop per i suoi acciacchi fisici. L’anno volge comunque verso il bello con l’arrivo dei campionati europei. In Germania il centravanti arancione miete vittime illustri, prima fra tutte l’Inghilterra condannata da una tripletta che non lascia scampo. Anche i padroni di casa devono sottostare alla sua legge, è di Van Basten il gol decisivo che sancisce l’eliminazione dei tedeschi. Il capolavoro di Marco Van Basten viene confezionato in finale, il secondo gol dell’Olanda sull’Unione Sovietica vale per la conquista dell’europeo ma soprattutto si segnala come una delle perle più rare che la storia del calcio conserva gelosamente.

Nel 1989 Marco Van Basten ottiene l’immediato bis grazie alle sue prestazioni in Coppa dei Campioni. E’ un cammino travolgente avviato con una partenza che fa intuire già il corso futuro con la quaterna in Milan-Vitocha Sofia, il bomber del Milan di Arrigo Sacchi pone le premesse per una serie di prestazioni scintillanti fra le quali si segnalano particolarmente le ultime. Il doppio confronto con il Real Madrid con goal al Santiago Bernabeu, la replica a San Siro e la doppietta nella finale di Barcellona in una sfida impari contro i rumeni dello Steaua Bucarest travolti per quattro a zero.

Il terzo Pallone d’Oro arriva nel 1992, il motivo è molto semplice: Marco Van Basten infila una lunga serie di prestazioni convincenti, corredate praticamente ognuna da gol e numeri ad effetto. Le cifre parlano chiaro, nel campionato 1991/92, il primo di una nuova era del Milan guidato in panchina non più da Sacchi ma da Fabio Capello, l’olandese va a segno ben 25 volte su 31 incontri, aggiudicandosi così la classifica cannonieri già conquistata due anni prima. Marco è più che mai l’elemento più determinante di una squadra funzionante alla perfezione, tant’è vero che termina il torneo imbattuta guadagnandosi il soprannome di invincibili, perché tali appaiono agli avversari. Il numero nove rossonero è in questo momento il miglior giocatore del mondo. Se l’Olanda di Cruijff  aveva sconvolto consolidate tradizioni calcistiche, proponendo la figura del giocatore universale in grado di interpretare più ruoli e funzioni, Marco Van Basten ne è il vero rappresentante contemporaneo, sapendo fare tutto e benissimo. Con tali presupposti, chi deve decidere l’assegnazione del Pallone d’Oro 1992 non ha molti dubbi benché la concorrenza sia qualificata, con elementi di spicco come Hristo Stoičkov e il connazionale di Bergkamp. Ma se anche fosse maturata qualche incertezza tra i membri della giuria, la serata del 20 novembre spezza definitivamente gli equilibri a favore del Marco rossonero. A San Siro si gioca Milan-Göteborg, valevole per la Champions League, con quattro gol, uno dei quali da leggenda, Marco Van Basten scrive l’ennesima pagina perfetta di un’avventura professionale impeccabile.

Marco Van Basten ha dato definitivamente l’addio al calcio nell’agosto del 1995, dopo due anni di vani tentativi di ripresa dell’attività agonistica. Tra Ajax, Milan e nazionale ha collezionato 309 gol.

Marco Van Basten ha praticamente vinto tutto ad eccezione del campionato del mondo, mai conquistato dalla nazionale olandese.

Nel suo palmares troviamo, un campionato Europeo, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe europee, una Coppa delle coppe, due Supercoppe italiane, sei titoli nazionali (tre con l’Ajax e tre con il Milan) e quattro coppe d’Olanda.

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