Quando Zidane nel 2000 diceva che non avrebbe mai voluto lasciare la Juventus

Nell’ultimo anno Pogba è stato paragonato molte volte a Zinedine Zidane: il comune denominatore tra i due, oltreché la nazionalità francese e le origini non francesi, oltre a vestire la maglia bianconera, oltre ad essere centrocampisti risiede in un aspetto che terrorizza i tifosi della Juventus. Zinedine Zidane dopo essere esploso con la maglia bianconera è stato ceduto per una cifra record di 150 miliardi di lire (la Juventus lo aveva pagato 7,5 miliardi) al Real Madrid che stava in quegli anni costruendo la squadra dei Galacticos. Per Pogba si parla di cifre simili se non superiori. Seppur con la vendita del franco algerino nel 2001 la Juventus ricostruì una squadra vincente con gli acquisti di Pavel Nedved, Gianluigi Buffon e Lilian Thuram, questo aspetto non tranquillizza ora i sostenitori della Vecchia Signora, non convinti che con la cessione del francese si possano rifare oggi tre colpi straordinari come all’epoca.

In questa intervista rilasciata nel 2000, Zizou Zidane racconta come dopo l’arrivo in bianconero nel 1996 sia esploso come giocatore, vincendo Coppa Intercontinentale, Supercoppa Europea, due scudetti e raggiungendo due finali di Champions League. Arrivando a vincere il Pallone d’Oro nel 1998 dopo la conquista del Mondiale con la Francia e maturato come uomo. Un ambiente, quello torinese, che in più occasioni è stato riconosciuto, non ultimo proprio nel caso di Paul Pogba, come ideale per la maturazione dei giocatori: non solo per le caratteristiche della città, ma anche e soprattutto per l’organizzazione della società di corso Galileo Ferraris.

Ma un elemento farà venire i brividi, in questo estratto di intervista, ai tifosi della Juventus: Zidane ammette tutto il suo amore per i tifosi bianconeri, testimonia l’affetto che sente attorno a lui e sottolinea come il suo contratto scadrà nel 2005 facendo capire che gli piacerebbe prolungarlo. Solo colpa di Moggi che decise di venderlo? Della moglie che preferiva città più dinamiche alla grigia capitale savoiarda? O quando diceva quelle cose già sapeva che se ne sarebbe andato? Insomma le dichiarazioni d’amore nel calcio valgono meno che nella vita. Forse. E Zidane non era nemmeno gestito da Mino Raiola.

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