Helenio Herrera, Il mago si confessa in gondola
Helenio Herrera, Il mago si confessa in gondola è stato modificato: 2016-01-13 di Mauro Pioli

Helenio Herrera, il mitico allenatore nato a Buenos Aires nel 1910 e che ha reso grande l’Inter negli anni Sessanta, racconta alcuni aneddoti della sua gloriosa carriera

Lo chiamavano il Mago: solo lui prima dell’arrivo di Mourinho riuscì a lasciare un segno indelebile nella storia dell’Inter. Anzi, il vero special one della storia nerazzurra è lui: Helenio Herrera. Arriva all’Inter nel 1960 e (a parte una brevissima parentesi nel 73/74) se ne va nel 1968. In mezzo ci sono ben 3 scudetti, due coppe dei Campioni e due coppe Intercontinentali. Al di là del valore di questi successi, Helenio Herrera  è passato alla storia per essere stato un innovatore, un allenatore dai metodi rivoluzionari, il primo ad avere usato la psicologia negli spogliatoi per motivare i propri giocatori (sentite nell’intervista, al riguardo, il racconto sulla prima Coppa Campioni vinta in finale contro il mitico Real Madrid) e soprattutto, in un calcio ancora lento e basato quasi esclusivamente sulla tecnica, il Mago vi apporta una dimensione che da allora in poi sarebbe diventata fondamentale nel calcio: quella atletica.

Di pressing prima dell’arrivo di Helenio Herrera in Italia si parlava ben poco, per non dire nulla, e a sentirlo in questo estratto di una intervista realizzata a Venezia (dove il Mago morì e fu sepolto nel 1997) si può sicuramente cogliere la sua lungimiranza e la sua modernità. Correre, arrivare prima sul pallone, attaccare gli avversari in possesso della palla, correre anche senza il pallone per dettare il passaggio al compagno, sono tutti elementi oggi assolutamente indispensabili per giocare al calcio. Diego Pablo Simeone, argentino e anch’egli, come Helenio Herrera prima di arrivare in Italia, allenatore dell’Atletico Madrid, è sicuramente un tecnico (per citarne uno oggi più che mai sulla cresta dell’onda) che fra molti anni, su di una gondola, potrà parlare di calcio nello stesso modo.

Mauro Pioli

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Non so come sarebbe la mia vita senza il calcio. L'età avanza, lo pratico meno ma ne scrivo di più.

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