Beppe Furino: il duro Benetti
Beppe Furino: il duro Benetti è stato modificato: 2015-07-20 di sportreview

Beppe Furino è il calciatore che ha vinto più campionati italiani con la stessa squadra: 8

Beppe Furino racconta un aneddoto curioso: Romeo Benetti,  mediano del  Milan, aveva della ruggine con alcuni giocatori bianconeri per cui, in occasione di una partita che li vedeva avversari, Furino Capello e Salvadore decisero di “prendersi cura di lui” entrandogli duramente. Il risultato fu che Benetti, molto forte fisicamente, si limitò semplicemente a “battere il piede”, riprendendo a giocare come se niente fosse. Dopo questa dimostrazione di forza nessuno si avvicinò più al centrocampista del Milan per il resto della partita.

Beppe Furino nasce a Palermo il 5 luglio 1946. La famiglia si trasferisce a Torino per motivi di lavoro, come tanti meridionali fanno nell’Italia del miracolo economico. Beppe Furino è juventino da sempre e nella città della Mole ha modo di entrare nel vivaio della squadra dei suoi sogni. A 12 anni ha un idolo assoluto: Omar Sivori, del quale imita i calzettoni arrotolati, ma il suo ruolo non è quello del fantasista argentino; Beppe Furino è un infaticabile corridore e, soprattutto, un ragazzo dal carattere combattivo. Dopo esperienza a Savona e a Palermo fa ritorno alla Juventus nel 1969: ha 23 anni e una gran voglia di spaccare il mondo! Con Ercole Rabitti, mister della Juve subentrato all’argentino Luis Carniglia, diventa un titolare fisso. Nella prima stagione alterna prestazioni da terzino a quella da mediano, e in quest’ultimo ruolo “furia” ha la sua definitiva consacrazione grazie alla quale sarà l’unico juventino a far parte della spedizione azzurra ai mondiali del Messico ’70. Il futuro è tutto suo ed è tutto scritto con il numero 4: la sua maglia!

Beppe Furino diventa una colonna portante della Juventus di Boniperti, l’imprescindibile motorino che si dedica a cucire i reparti a passo di corsa e che annulla il regista avversario. E’ un leader senza bisogno di parole, basta il suo esempio per convincere i compagni a non arrendersi. Le squadre e gli allenatori cambiano ma non lui, sempre uguale a se stesso, custode fedele della tradizione.

I numeri parlano chiaro: Beppe Furino lascia nel 1984 con oltre 500 presenze in bianconero e con la vittoria di otto campionati, un record che qualcuno ha eguagliato, Ferrari prima di lui, Ferrara e Del  Piero dopo, ma che nessuno ha superato.

La rete più pesante alla quale lo stesso capitano è più affezionato è datata 30 aprile 1977: Beppe Furino riesce a segnare la rete della vittoria a 4 minuti dal termine contro il Napoli e grazie a questo exploit la Juve di Trapattoni, a 3 giornate dalla fine, supera il Torino di 1 punto, vantaggio che saprà gestire fino alla fine regalando alla sua gente la soddisfazione della conquista del 17° scudetto.

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