Raul, il nobile trascinatore
Raul, il nobile trascinatore è stato modificato: 2015-11-10 di Paolo Rossi

Raul, secondo al Pallone d’Oro nel 2001

E’ stato il giovane più promettente della Spagna degli anni novanta, un talento sbocciato immediatamente di cui il popolo madridista si è innamorato, conquistato dalla sua classe, dalla frequenza dei gol e da uno stile che lo rendeva perfetto rappresentante della regalità del club. Nel 2001 Raul compie 24 anni e – sulla falsariga dell’omologo juventino Del Piero, al quale lo lega un rapporto di grande stima – vanta uno score che giocatori a fine carriera possono solo immaginarsi: 3 trionfi in Liga; 2 Champions League; 1 Coppa Intercontinentale, primatista per numero di reti tanto nel campionato nazionale che nella manifestazione più prestigiosa d’Europa.

Ed è anche per questi numeri, oltre che per il titolo di capocannoniere che conquista nel fatidico anno in Liga e in Champions, che Alfredo Di Stefano dice a chiare lettere che Raul, nel suo leggendario Real Madrid delle 5 Coppe dei Campioni consecutive, un posto lo avrebbe avuto di diritto. Anche perché appare come un attaccante che sa esprimere grandissima tecnica anche lontano dall’area di rigore, capace di giocate esteticamente pregevoli ma anche molto concrete. In lui non c’è barocchismo né compiacimento, bensì una cultura della vittoria che lo pone come trascinatore (peraltro alieno da divismi che pure potrebbe coltivare nell’era del calcio-immagine).

Un giorno Francesco Totti lo ha definito “un grande giocatore”, ma senza esprimere invidia perché – parole sue – è un sentimento che non gli appartiene. Ad accomunare lui, Del Piero per l’appunto, Beckham e Raul, c’è la constatazione di avere marcato ben più di un’epoca senza che i votanti del Pallone d’Oro scegliessero una stagione per premiarli con il massimo riconoscimento. Raul è stato sconfitto da Michael Owen, col quale poi giocherà nel Real Madrid poche stagioni dopo, un lasso di tempo sufficiente, però, per non coltivare più ambizioni personali così alte.

Paolo Rossi

About Paolo Rossi

Autore e conduttore di programmi su JTV, pensa che il calcio sia un dovere se ti chiami come un campione del mondo. Lavorandoci da anni, ritiene che sia soprattutto un gran piacere

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