Dejan Savicevic, il Genio della creatività 
Dejan Savicevic, il Genio della creatività  è stato modificato: 2015-11-10 di Paolo Rossi

Dejan Savicevic, secondo al Pallone d’Oro nel 1991

Probabilmente è il prototipo del giocatore slavo, geniale, incostante, da amare o detestare senza mezze misure. Uno in grado di non avere bisogno dei compagni per quanto sa inventare tutto da solo e – contemporaneamente – capace di rappresentare un peso, o se volete un’ambiguità tattica per la non semplice collocazione in campo e per una tutt’altro che elevata capacità di mettersi al servizio delle richieste degli allenatori. Ma nel 1991 Dejan Savicevic non è ancora il fantasista che incrocerà la sua strada con Fabio Capello in un Milan che talvolta può persino permettersi il lusso di fare a meno del suo innegabile talento (anche se la finale di Atene 1994 è un compendio della sua classe purissima).

Questo è l’anno dove il Genio si conquista una storica Coppa dei Campioni con la Stella Rossa, trascinata dal suo estro e anche dai gol del secondo ex aequo nella classifica di France Football, quel Darko Pancev che solo a pensarlo così alto sembra una bestemmia, viste poi le sconcertanti prestazioni fornite in seno all’Inter.

Montenegrino, sosia di Gene Gnocchi (o se volete, è il comico a imitare anche nelle movenze il giocatore), Dejan Savicevic possiede un dribbling secco, un ottimo tiro, colpi a effetto, capacità di trovare in profondità il compagno. In una parola, nel calcio dell’epoca sempre più atletico e massificato, privo di fantasia (anche nelle versioni dei club migliori), è un’iniezione corroborante di creatività, d’invenzione anche anarchica. Ha un carattere non semplicissimo, come testimonia il rosso rimediato nella vittoriosa finale sul Colo Colo in Coppa Intercontinentale, unico neo di una stagione brillantissima.

Nel 1991 quasi dorato, matura idee chiare circa i suoi desideri di carriera: “Voglio venire in Italia e ho 3 club che preferisco: Milan, Juventus e Roma. Seguo i consigli del mio connazionale Stojkovic, che mi ha detto di non trasferirmi in un club di secondo ordine”. Approderà in rossonero per la cifra di 10 miliardi nel 1992.

Paolo Rossi

About Paolo Rossi

Autore e conduttore di programmi su JTV, pensa che il calcio sia un dovere se ti chiami come un campione del mondo. Lavorandoci da anni, ritiene che sia soprattutto un gran piacere

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