Cina, la nuova frontiera del calcio
Cina, la nuova frontiera del calcio è stato modificato: 2016-03-29 di Simone Clara

L’espansione del calcio in Cina è un fenomeno in forte ascesa. Ecco le ragioni di un fenomeno recente che inizia a dare battaglia ai grandi campionati europei

La Cina sembra essere diventata la nuova frontiera del calcio. Ingaggi faraonici e spropositati per giocatori non ancora in fase calante della carriera, come poteva essere in passato quando ex campioni sul viale del tramonto andavano a svernare in Usa o in Qatar. L’ultimo degli arrivati in Oriente è l’argentino Ezequiel Lavezzi, 30 anni, che guadagnerà 15 milioni di euro a stagione. Il Pocho, vicecampione del Mondo nel 2014 e grande protagonista in Serie A con la maglia del Napoli dal 2007 al 2012, è ancora un giocatore integro fisicamente e al top della carriera, così come gran parte degli altri calciatori che sono stati sedotti dai milioni cinesi. L’ex Psg è in buona compagnia. Basti solo citare, oltre a quelli messi sotto contratto dall’Hebei tra cui l’ex romanista Gervinho, gli atleti che nelle scorse settimane hanno raggiunto il Paese del dragone: Alex Teixeira, Jo e Ramires (Jiangsu Suning), il bomber colombiano inseguito da mezza europa Jackson Martinez (passato per 40 milioni al Guangzhou), l’ex interista Guarin e Demba Ba (Shanghai Shenhua), Asamoah Gyan (Shanghai Sipg).

In generale, nelle ultime due sessioni di mercato – quella dell’estate 2015 e questa invernale – le squadre della Chinese Super League e della China League One, rispettivamente la prima e la seconda divisione del campionato di calcio cinese, hanno speso complessivamente più di 250 milioni di euro solo per acquistare nuovi giocatori. La continua crescita del campionato passa anche attraverso l’ingaggio di allenatori europei (tra gli italiani è il caso di Lippi in passato e di Zaccheroni attualmente). Nulla a che vedere dunque con il fenomeno degli anni 70 rappresentato dagli Usa, in cui ex campioni a fine carriera andavano a riempirsi le tasche (è il caso di Pelè o Beckenbauer solo per citarne qualcuno) o come il paradiso del Qatar ad inizi anni 2000 che ha visto come protagonisti i vari Batistuta, Caniggia, Hierro, Guardiola, tutti atleti all’epoca over 30 e senza più stimoli a livello sportivo allettati dai petrodollari arabi per quella che era a tutti gli effetti una pensione dorata. Pazienza poi se gli stadi erano vuoti e se ad innamorarsi di loro erano solo alcuni sceicchi.

La Superleague cinese 2016, al contrario, si arricchisce di campioni ancora “sul pezzo”. O almeno, l’intenzione è quella, resta poi da vedere se effettivamente questi atleti riusciranno a rilanciare il calcio cinese. I motivi principali di questo fenomeno? C’entra l’interesse del governo cinese (il presidente Xi Jinping è un appassionato di calcio e ha annunciato un piano decennale per potenziare le strutture calcistiche, per aumentare la popolarità del calcio tra i ragazzi e per far crescere circa diecimila calciatori in più ogni anno includendo il calcio nelle scuole ) e l’interesse delle aziende più ricche del paese nato dalla vittoria del Guangzhou (allenato da Marcello Lippi) nella Champions League asiatica (l’anno successivo alla vittoria dell’AFC Champions League da parte del Guangzhou, la Super League ha incassato circa 50 milioni di euro grazie a nuovi accordi di sponsorizzazione mentre gli accordi nelle stagioni precedenti non andavano oltre i cinque milioni di euro). Insomma, la Cina sembra fare sul serio e sembra seriamente intenzionata a dare battaglia ai grandi campionati europei.

Simone Clara

About Simone Clara

Giornalista pubblicista da giugno 2015. Inviato allo stadio e corrispondente per le partite del Barletta, Lecce, Napoli e Foggia. Appassionato di calcio sudamericano.

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